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Social network: quanto influenzano il nostro stile di vita?

social network e stili di vita

I social network oggi ricoprono un ruolo importante nelle nostre vite, un ruolo che va molto oltre il puro intrattenimento. Senza dubbi rispetto a soli 10 anni fa è cambiato il modo di comunicare, socializzare, collaborare, divertirsi, condividere dei contenuti e il modo di informarsi in generale.

Si pensi, per esempio, alle opportunità lavorative emerse con il crescere delle community online e agli influencer. Un caso eclatante è quello di Chiara Ferragni, che ha iniziato il suo percorso da fashion blogger con The Blond Salad nel lontano 2009 e ora collabora con case di alta moda, appare su riviste di tutto il mondo, ha preso parte a una serie tv disponibile su Amazon Prime dedicata alla sua vita privata (come era stato in passato per la Kardashians family ma nel mondo televisivo).  Altro aspetto fondamentale da considerare oggi sono gli strumenti di marketing e advertising offerti dalle diverse piattaforme alle aziende, ma è soprattutto la possibilità di creare e coltivare relazioni  a costituire la vera forza dei social network. Inoltre,  le conseguenze della crisi pandemica iniziata nel 2019 hanno certamente intensificato l'importanza delle funzioni svolte da queste piattaforme nella nostra vita quotidiana.

Ho analizzato i dati di alcune ricerche pubblicate di recente rispetto all'uso dei social network e ho messo poi in relazione i dati emersi con le conoscenze acquisite durante i miei studi nel campo della comunicazione. Di seguito, alcune osservazioni.

 

Comunicare è un bisogno

La comunicazione sta nella struttura del DNA degli esseri umani. La necessità di comunicare in modo verbale o non verbale è un'esigenza inconscia e biologica: gli esseri umani non possono non comunicare. Senza dubbio il mondo social riesce in grande parte ad assecondare tale bisogno. Se ci pensiamo, dal punto di vista psicologico, la quantità elevata di like e messaggi ricevuti ci fa sentire più apprezzati.

F.O.M.O.

fomo - fear of missing out

Abbiamo paura di perdere qualcosa importante e per questo cerchiamo di restare costantemente aggiornati sulle attività altrui. L’ansia di essere esclusi da esperienze nuove ed eventi importanti si chiama F.O.M.O. (Fear of missing out) ed è uno dei disturbi più diffusi nell'era moderna. Infatti, avendo la paura di perdere “qualcosa” siamo portati a passare più tempo possibile sui social network, attenti a non perdere nessuna notifica. 

Evidentemente, rispetto a qualche anno fa, il tempo che noi spendiamo sui social è significativamente aumentato. Certamente la situazione Covid ha cambiato la quotidianità dell’utente medio, soprattutto nei paesi che sono stati sottoposti a lockdown.

 


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Quanto tempo passiamo sui social?

Secondo la ricerca Famemass sulla situazione globale il tempo medio trascorso sui social media continua a crescere. Le ultime statistiche mostrano che, a livello globale, le persone trascorrono in media 2 ore e 32 minuti al giorno sui social media nel 2021.  Si tratta di un aumento di 7 minuti (5%) del tempo quotidiano trascorso sui social media dal 2020 e di un aumento di più di un'ora (69%) al giorno dal 2012. 

facebook-top-social-italia

In Italia, nel 2020 gli italiani spendevano 707 minuti al mese su Facebook, su YouTube 376 minuti, su Instagram 353 minuti, su LinkedIn 16 minuti al mese e su Pinterest 24 minuti al giorno. Interessante notare che in Italia, secondo la ricerca di Contenuti Digitali (https://www.contenutidigitali.net/statistiche-utilizzo-social-network), Facebook risulta il leader per il tempo speso sui social.

 

Per quale motivo passiamo tanto tempo sui social?

perché usiamo i social network

Come accennato all'inizio dell'articolo, le motivazioni dietro l'uso dei social network nella vita quotidiana sono molteplici.

Intrattenimento

Il motivo più comune è l'intrattenimento: i social sono percepiti come “stanze svago”, quindi un modo per scaricare l’energia accumulata. Ci svaghiamo, per esempio, commentando i contenuti con i quali entriamo in contatto. E i commenti non sono sempre positivi perché, entro certi limiti, ognuno è libero di scrivere quello che vuole (infatti il web è pieno di tutorial su “Come gestire i commenti negativi sui Social Network”).

Informazione

La seconda motivazione è la ricerca delle informazioni. Sempre più diffusa è la consapevolezza che “Se non sei online– non esisti” in quanto i social si dimostrano oggi fondamentali per la formazione delle opinioni, anche quelle dei consumatori. Secondo la ricerca di Blogmeter "Italiani e social media" su un campione significativo di 1.703 residenti in Italia, iscritti ad almeno un canale social, il 19 % degli italiani dichiara infatti di aver cambiato idea su un prodotto (e il 16% su un brand) dopo aver letto o visto un contenuto social.

Relazione

La terza motivazione, riguarda la creazione e il mantenimento di relazioni e rapporti di amicizia. E in numero piuttosto elevato!

Ma conosciamo bene tutti i nostri amici? Interessante a questo proposito la teoria Dunbar number. Si tratta della teoria dell'amicizia dell'antropologo inglese Robert Dunbar che per molti anni ha studiato i gruppi sociali in cui vivono i primati. Tale osservazione lo ha spinto a cercare a capire quale sia la dimensione media dei gruppi sociali negli esseri umani. I risultati mostravano che in realtà i gruppi sociali di esseri umani non superavano mai i 150 membri. Al di sopra di questa soglia le persone utilizzano regole o strumenti per mantenere tali relazioni. Al di sotto di questa soglia ci sono, invece, diverse fasce particolari. 5 sono quelle persone di cui conosciamo bene abitudini e sentimenti, 12 sono quelle con le quali possiamo divertirci e stare bene in generale e, infine, 35 persone sono quelle con cui siamo in contatto quotidianamente. In sintesi, la la teoria di Dunbar ci dice che non ci sono così tante persone con cui interagiamo. Quei pochi sono davvero i nostri amici, il resto no. Proviamo ad applicare questa teoria allo scenario social:  su 1000 amici su Facebook, con quanti di questi abbiamo davvero una relazione? Forse una decina.

 

In conclusione

Sicuramente ci sono tanti spunti di riflessione su com’è attualmente lo scenario social e come sarà tra qualche anno. Si tratta del punto di non ritorno sia al livello sociale che economico e  la Covid Rhapsody iniziata nel 2019 (e non ancora terminata) non ha potuto che accelerare la corsa.


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